Archivio per aprile 5, 2012

“Microsoft sta facendo un grande sforzo per proteggere le informazioni di sua proprietà, ma non fa altrettanto per quanto riguarda i dati degli utenti”, sono le parole della ricercatrice Ashley Podhradsky dell’Università di Drexel, secondo quanto ha pubblicato Kotaku. Secondo le informazioni ottenute dal noto sito videoludico, che si rifà proprio a uno studio realizzato dalla suddetta università, anche se si ripristinano le impostazioni di fabbrica delle console della famiglia Xbox 360 i dati sensibili degli utenti, come quelli sulle date di credito, non vengono definitivamente persi.

Attraverso semplici strumenti di modding, alla portata praticamente di chiunque, hacker e modder possono essere in grado di impossessarsi dei dati sulle carte di credito che rimangono permanentemente sull’hard disk della console. Secondo la Podhradsky, sentita telefonicamente da Kotaku, si tratta di un “disservizio” da parte di Microsoft, che non si sta assicurando della totale protezione dei dati degli utenti.

La Podhradsky, coadiuvata da Rob D’Ovidio e da Cindy Casey dell’Università di Drexel e da Pat Engebretson dell’Università del Dakota, hanno acquistato una Xbox 360 sistemata dal centro assistenza Microsoft rivolgendosi a un rivenditore autorizzato dallo stesso produttore. Hanno poi scaricato uno strumento di modding di base e lo hanno usato per scardinare il sistema di sicurezza della console, ottenendo l’accesso completo ai file e alle cartelle. Dopo un po’ sono riusciti a identificare il proprietario originale di quella unità di Xbox 360 e a risalire alle informazioni sulla sua carta di credito.

La Podhradsky dice di non essere una giocatrice, né un hacker: il processo, quindi, sarebbe ancora più facile per qualcuno più esperto di lei e del suo team. “Molti hacker sono già a conoscenza di questo metodo”, spiega. “Chiunque può facilmente scaricare software come quello che abbiamo usato, procurarsi una console sistemata e ottenere l’idendità di chiunque”.

“Penso che Microsoft abbia esperienza su questo tipo di procedure da molto tempo”, continua la ricercatrice. “Quando gli utenti formattano un normale computer con Windows, il sistema li avverte che tutti i dati verranno cancellati. Questo non è accurato, perché i dati permangono a meno che non si faccia una formattazione a basso livello. Ciò che dice Microsoft, quindi, non è accurato”.

I ricercatori dell’Università di Drexel consigliano quindi di rimuovere il proprio hard disk al momento di consegnare le proprie console all’assistenza, oppure di utilizzare un tool come Darik’s Boot & Nuke per eliminare definitivamente tutti i dati presenti sul disco rigido. “Non dovreste vendere la vostra Xbox 360 in questo periodo. Perlomeno, se proprio lo dovete fare, date prima una martellata all’hard disk!”, scrive il giornalista di Kotaku.

Kotaku ha contattato Microsoft in seguito alle sue scoperte, per ottenere un commento ufficiale dal produttore della console, senza successo per il momento.

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Microsoft ha da poco pubblicato sul proprio blog MSDN alcune interessanti indicazioni relative a Internet Explorer 10 e Windows 8, con particolare riferimento alla modalità di aggiornamento delle tile e alla gestione delle favicon. Le informazioni sono destinate al pubblico degli addetti ai lavori e degli sviluppatori ma alcuni dettagli permettono interessanti osservazioni.
Il menu start di Windows 8, quello per intenderci tanto amato o criticato con interfaccia Metro, supporta il pinning diretto delle pagine web. Il concetto di pinning introdotto da Internet Explorer 9 su Windows 7 e limitato alla sola barra di stato del sistema operativo ora viene esteso, con nuove e interessanti opportunità.
Si ha in un certo senso una sovrapposizione tra siti “pinnati” e siti “preferiti” ma la presenza di una tipologia non esclude l’altra proprio come accade oggi con Internet Explorer 9. Il tutto risulta usabile se i siti pinnati nello start menu di Windows 8 non sono numerosissimi, infatti in caso contrario ci sarebbe confusione e anche la ricerca di una specifica tile diventerebbe complicata. E proprio per questo motivo la gestione del pinning si affianca e completa quella dei preferiti.
La possibilità di inserire una tile nel menu start dedicata a uno specifico URL diviene ancor più interessante nel momento in cui vengono implementate le notifiche dinamiche dei contenuti, chiamate anche Badge Notification. Con questi strumenti è possibile visualizzare nella tile ulteriori informazioni come ad esempio la presenza di un nuovo messaggio o semplicemente l’invito per l’utente a visitare il determinato URL per verificare le ultime novità pubblicate.
Con il menu Start i singoli siti web possono avere ampia visibilità, ancor prima di avviare il browser e se viene integrata l’opzione di notifica dinamica l’informazione può essere ancor più tempestiva. Questo concetto potrebbe essere esteso a tutti i contenuti inseriti nel menu start che può essere visto come il primo elemento di contatto con il sistema operativo con il quale avere un accesso preferenziale alle informazioni (URL pinnati) o alle applicazioni, anche non Metro style, maggiormente utilizzate.

Uno dei nemici pericolosi dei dispositivo elettronici e in particolare per gli smartphone di ultima generazione è sicuramente l’acqua e liquidi in generale.

Quello che vi mostriamo in questo articolo è una semplice guida suggerita direttamente da Nokia per come salvare, dove è possibile, il nostro dispositivo mobile nel caso in cui abbia fatto un tuffo in acqua. I passi sono semplici e per molti possono essere anche scontati ma per tutti coloro che non lo sanno ecco come potete procedere in caso il vostro terminale sia finito in acqua:

  • Come prima cosa procedere nella rimozione della scheda sim e di tutte le parti rimovibili compreso la batteria (nel caso sia possibile).
  • Asciugare per bene il tutto utilizzando un panno asciutto. Evitate tovaglioli o comunque materiala cartaceo. Non utilizzare asciuga capelli o flussi d’aria.
  • Lasciate asciugare naturalmente il dispositivo tutta la notte in un luogo caldo e asciutto. Potete immergetelo in un contenitore pieno di riso o avvolgetelo in un panno asciutto, in modo d’assorbire l’umidità in eccesso.
  • Accertatevi che il dispositivo sia completamente asciutto prima di assemblarlo e testarlo in tutte le sue funzioni. Nel caso siete fortunati e il dispositivo riprende a funzionare, provvedete ad esportare i vostri dati importanti, non si sa mai.

Vi è mai capitato una situazione simile? In che modo avete operato per cercare di salvare il vostro smartphone?

In accordo con una ricerca pubblicata in queste ore da ABI Research, solo il 2% delle applicazioni scaricate durante il corso di tutto il 2012 saranno applicazioni per la piattaforma mobile di Microsoft, Windows Phone. Il numero totale delle applicazioni che verranno scaricate nel corso di quest’anno si aggirerà secondo la compagnia di ricerca intorno ai 36 miliardi di unità. Un numero davvero impressionante, del quale l’83% circa dovrebbe essere costituito da applicazioni per i sistemi operativi iOS di Apple e Android di Google.

Il 2% assegnato alle applicazioni per piattaforma Windows Phone, seppur irrilevante nei confronti dello strapotere di Android e iOS, non è comunque da considerarsi un risultato negativo. Se le previsioni fossero rispettate, infatti, il Marketplace raddoppierebbe il risultato ottenuto nello scorso 2011. D’altra parte, riuscire a creare un negozio virtuale ricco e con lo stesso successo di AppStore e di Google Play Store non è affatto cosa semplice.

Bisogna anzitutto poter contare su un numero di dispositivi mobili equipaggiati con il proprio sistema operativo abbastanza grande da poter competere con la concorrenza. Missione che, per quanto riguarda il colosso di Redmond ancora non possiamo considerare compiuta. È poi necessario affiancare allo store online un numero di applicazioni tale da poter essere in grado di fornire valide alternative a quanto proposto dagli “avversari”, e di conseguenza è necessario disporre di una community di sviluppatori in continua crescita.

Sotto questi punti di vista, la partenza di Microsoft non è stata decisamente delle migliori, il numero dei dispositivi e la loro varietà è ancora di gran lunga inferiore rispetto a quanto offerto da Android, il Marketplace non è ancora sufficientemente diffuso e la mancanza di soluzioni tablet non contribuisce certo a far crescere la piattaforma.

Nonostante ciò la musica potrebbe a breve cambiare. Un passo importante è sicuramente il lancio (che avverrà a breve) di Lumia 900 in USA tramite il carrier AT&T, che senza ombra di dubbio contribuirà ad attirare l’attenzione degli utenti oltreoceano. Così come grande valore avrà il rilascio della prossima versione dell’OS, ovvero Apollo, che dovrebbe coincidere con il lancio di Windows 8 per desktop. I presupposti per far bene ci sono senza ombra di dubbio, non resta ora che stare a vedere se la compagnia di Redmond sarà in grado di sfruttare le occasioni.